Risolvere le piccole controversie transfrontaliere senza troppe seccature   Leave a comment

fonte: Rappresentanza in Italia della Commissione Europea

Andare a caccia di buoni affari oltrefrontiera è un modo per i consumatori di approfittare delle condizioni migliori nel mercato unico dell’UE. Grazie al commercio online, questi buoni affari sono ancora più accessibili, però può succedere che a volte qualcosa vada storto: problemi con la merce o con la consegna. Per evitare lunghe procedure legali costose e complicate, l’UE si sta impegnando per facilitare l’accesso alla giustizia da parte dei cittadini europei e l’esercizio dei loro diritti.

Grazie al procedimento europeo per controversie di modesta entità è possibile risolvere le controversie transfrontaliere con importo fino a 2 000 euro. Una relazione, pubblicata oggi, della rete dei Centri europei dei consumatori (rete CEC) mostra tuttavia che questa procedura, semplice e disponibile dal 1° gennaio 2009, è molto poco sfruttata, principalmente a causa del fatto che i giudici non la conoscono. A questo la Commissione intende porre rimedio.

Scarsa conoscenza e difficoltà ad applicare le sentenze

Nel 2010, in un progetto guidato da CEC – Italia, i Centri europei dei consumatori (CEC) dei 27 Stati membri dell’UE hanno esaminato il modo in cui funziona, nella pratica, il Procedimento europeo per controversie di modesta entità. È emerso che laprocedura è relativamente sconosciuta – non solo tra i consumatori ma anche tra i giudici. Sebbene il Procedimento europeo per controversie di modesta entità sia in teoria semplice e gratuito, l’esecuzione della sentenza viene spesso procrastinata dalla parte che ha perso la causa. Di conseguenza, solo un numero ridotto di sentenze positive a carattere transfrontaliero pronunciate dai tribunali dei paesi di provenienza dei consumatori vieneeffettivamente applicato. Se si rende necessaria un’azione per eseguire la sentenza nel paese del commerciante e in base alla legge di tale paese, i consumatori spesso abbandonano la procedura in quanto l’attuazione a livello nazionale è complessa e, probabilmente, costosa.

Evidente necessità di un procedimento efficace per piccole controversie

Sui mercati nazionali, negli ultimi 12 mesi, il 20% circa dei consumatori europei dichiara di aver incontratoun problema con un prodotto, un servizio, un venditore o un fornitore. Il valore medio stimato delle perdite è di 375 euro per causa. Il 60% dei consumatori intervistati ha trovato una soluzione soddisfacente direttamente con il commerciante ma il restante 40% non ha ottenuto soddisfazione e, di questi, il 25% non ha neppure tentato di reclamare. Il numero di consumatori che porta le imprese in tribunale quando ha un problema è di scarsa entità (2% di coloro che hanno incontrato un problema, negli ultimi 12 mesi). Molti (26%) sostengono di non aver reclamato per l’esiguità dell’importo in questione; di questi, alcuni (13%) ritengono il procedimento troppo caro rispetto alla somma in causa, altri (12%) lo ritengono troppo lungo.

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Pubblicato settembre 25, 2012 da M in catania

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