Comitato Interministeriale per le Politiche Urbane   Leave a comment

Per realizzare una ridefinizione del perimetro delle politiche urbane, il Parlamento ha scelto la strada dell’istituzione di questo Comitato Interministeriale per le Politiche Urbane, con l’articolo 12-bis della legge 7 agosto 2012, n. 134. L’intenzione dell’intergruppo parlamentare per le città che ha promosso la norma è di affidare a questo nuovo soggetto il compito di predisporre e seguire un’Agenda Urbana nazionale in coerenza con gli indirizzi europei e per il ruolo determinante che le città hanno nell’innovazione produttiva e sociale.  Intervistato sull’argomento, il Ministro per la Coesione, Fabrizio Barca, ha detto:

[Roma, 23 gennaio 2013]  “Il nostro paese – il paese delle cento città, la cui storia è sicuramente più di altri paesi, storia della città – aveva colto negli anni ‘80 l’importanza del ruolo delle politiche urbane e si era dotata  nel 1987 di un Ministro per i problemi delle aree urbane. Ciò ebbe luogo quando si manifestavano i segnali del passaggio dal fabbisogno abitativo, colto dalle politiche governative sin dal dopoguerra, alla domanda di  una necessaria e significativa qualità urbana.  Ma quell’impulso si è poi frammentato in distinte politiche di settore. Ora si riprende il filo.  (…)  L’integrazione dei vari settori e livelli dell’amministrazione pubblica (…)  costituiscono il presupposto per superare la sovrapposizione tra politiche ordinarie e politiche aggiuntive. Il CIPU permetterà di restituire coerenza all’intervento comunitario, che è stato concepito come sussidiario, e mai sostitutivo, dell’intervento ordinario nazionale.

In questi stessi giorni si avvia il lavoro di approfondimento sugli indirizzi della politica per l’uso dei fondi comunitari 2014-2020 rivolti alle città, sulla base del documento “Metodi e obiettivi per un uso efficace dei fondi comunitari 2014-20”  sugli indirizzi della politica ordinaria che aiuterà al confronto su questa strategia comunitaria.

  • per il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che è da sempre al centro della riflessione urbanistica, si vorranno di certo indicare le lezioni del recente “Piano Città”, che ha individuato un percorso incentrato sulla riqualificazione urbana che affronti in modo esplicito il tema della complessità definendo, al tempo stesso, uno strumento amministrativo, il Contratto di valorizzazione urbana;
  • per il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca assumono notevole rilievo le indicazioni ricavabili dall’esperienza del progetto Smart Cities, la cui funzione di prototipo è ora messa alla prova della disseminazione, l’intera azione per l’alta formazione e la ricerca che ha nelle città il suo futuro, nonché il tema della qualità delle scuole e della loro localizzazione baricentrica nel territorio;
  • per il Ministero dell’Economia e Finanze spiccano tre profili decisivi per lo sviluppo delle economie metropolitane: l’autonomia fiscale delle città  (così come evolutasi e manifestatasi) e il loro ruolo nel circuito riscossione-spesa pubblica; la gestione del demanio; la predisposizione dei sistemi dei costi-standard per la determinazione dei flussi di trasferimento (e il connesso tema dei livelli di servizio); generalizzazione del metodo del co-finanziamento entro una logica di programmazione;
  • per il Ministero dello Sviluppo Economico, appaiono particolarmente significative le iniziative, rivolte alla promozione della creatività e delle innovazioni, per cui sono centrali le aree metropolitane, e le delicate questioni attinenti le crisi di industrie che tradizionalmente alimentano i redditi urbani;
  • per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, fra i molteplici aspetti di rilievo segnalo sia il tema del miglioramento dei servizi per l’impiego, sia quello di una formazione orientata all’emergere di nuovi lavori, con particolare attenzione al lavoro della donna, sia quello della marginalità sociale che assume proprio nelle città aspetti di particolare gravità anche di fronte all’inadeguatezza di alcuni fondamentali servizi sociali;
  • per il Ministero dell’Ambiente l’efficientamento energetico e lo sviluppo delle nuove filiere energetiche sulle fonti rinnovabili su cui si è lavorato assume evidente rilievo, ma anche le lezioni derivanti dal mancato presidio, nel passato di attività industriale in area urbana a forte impatto ambientale;
  • per il Ministero dell’Interno, assumono preminenza sia il tema del contrasto alla criminalità organizzata, specie nelle aree ad elevata emarginazione sociale, sia la questione delicata della finanza comunale;
  • per il Ministro per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport, infine, il Piano strategico del turismo, offre molteplici spunti, con il riferimento alle aree urbane.

[Questa lettura sarà utile] per decidere (…) di lasciare al prossimo governo, un “testimone” a partire dal quale avviare una Agenda Urbana per la prossima legislatura. Nello stesso incontro potremo chiedere al Capo Dipartimento del DPS, che sta coordinando i lavori conla Commissione per l’Accordo di Partenariato perla Programmazione 2014-2020, di relazionare sullo stato di attuazione del confronto sull’asse strategico città in sede di programmazione comunitaria.

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Pubblicato marzo 2, 2013 da M in Europe

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