Mobilità sul lavoro: emigrazione o scelta professionale?   1 comment

emigrazione 2012

emigrazione 2012

Il documento di report dell’Anagrafe della popolazione italiana residente all’estero (AIRE), offre una utile occasione per svolgere qualche osservazione sui dati relativi all’emigrazione, sui 78.941 cittadini che hanno lasciato l’Italia nel 2012.  Come spesso accade, la lettura dei dati smentisce i luoghi comuni e gli stereotipi: leggendo i numeri si vede che, tra questi 78 mila italiani, la più ampia quota proviene dalla Lombardia, con oltre 13 mila cittadini, mentre la Sicilia è appaiata al Veneto con un valore di 7 mila emigrati.  Al di là della situazione di recessione economica che viviamo in questi anni di transizione e delle difficoltà oggettive, una riflessione s’impone: piuttosto che cedere alla retorica rinunciataria della disoccupazione e dell’emigrazione, non dovremmo invece abituarci a vedere, in un mondo globalizzato e dinamico, la necessità per i giovani di avere esperienze di lavoro, tirocini, seminari, all’estero?  Non dovremmo cominciare a pensare che l’esperienza dello sradicamento e della circolazione in Europa è un modo per forgiare la società del futuro, meno dipendente da criteri sociali cristallizati e più aperta ad orientamenti innovativi e cosmopoliti?  A questo proposito, è da ricordare – a quanti sono in cerca di opportunità di lavoro e di formazione – che l’Unione Europea mette a disposizione un’ampia serie di strumenti, dai programmi Comenius per l’interscambio di studenti in età scolastica, all’Erasmus per gli universitari e per i giovani imprenditori, oltre ai programmi Twinning di gemellaggio, ai tirocini e alle iniziative sul volontariato (da non sottovalutare, perché offrono qualificati rimborsi spese ed hanno un forte valore professionalizzante e di maturazione).  In altre parole, il dato sull’emigrazione non può essere confrontato con quello del secolo scorso, perché la tipologia del lavoro è profondamente cambiata: chi esce dall’Italia oggi lo fa, il più delle volte, per cercare spazi di autonomia e di professionalità che non può trovare nel giardino sotto casa.  Questa è una condizione determinata dalla globalizzazione e va ricordato che, per massimizzare le opportunità di queste esperienze, la conoscenza di altre lingue straniere è un requisito curriculare di estrema importanza.  A tal proposito, tra le iniziative in corso, si segnala il seminario sul plurilinguismo in programma presso la facoltà di economia e, in particolare, l’appuntamento per il 18 aprile, con un incontro aperto, cui parteciperanno gli informatori delle reti europee sul territorio.

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Pubblicato aprile 7, 2013 da M in Europe

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Una risposta a “Mobilità sul lavoro: emigrazione o scelta professionale?

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  1. bel servizio da provare, complimenti per il blog 😉 Continuo a seguirvi, aspetto con ansia nuovi aggiornamenti!!

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